Nel 2006/2007 con tre squadre siciliane in Serie A (Catania, Messina e Palermo) il nostro calcio vantava nelle loro rose anche 24 calciatori (12 solo nelle squadre isolane).

Era la Sicilia calcistica che piaceva, che portava allo stadio migliaia di appassionati e che poteva annoverare tra i propri giocatori più brillanti Mascara e Riganò. Altri tempi.

La situazione progressivamente è andata a peggiorare sempre più con la progressiva scomparsa delle squadre di club dal calcio che conta e dei giocatori made in Sicilia che navigano tra B e C.

Poche davvero le eccellenze. L’anno scorso il palermitano Antonio La Gumina, in forza all’Empoli, si ritrovò ad essere l’unico isolano nella Massima Serie: segnò pure due gol con l’Empoli. La Gumina, scivolato nella Serie Cadetta, ma prodotto del vivaio di un Palermo capace negli anni di sfornare numerosi professionisti.

Quest’anno il vessillo spetta a Ernesto Torregrossa, arrivato in A a 27 anni con grande forza di volontà e spirito di sacrificio. L’attaccante del Brescia ha posto il primo sigillo in A il 14 dicembre scorso, suggellando una fase della sua carriera brillante. E il resto?

Due figli del Brescia sono nati in Sicilia, ma in realtà calcisticamente sono cresciuti altrove. Mario Balotelli, nato a Palermo, vive da sempre a Brescia. Emanuele Ndoj, nato a Catania, è esploso tra Padova e Roma. Ci sono tre ex Palermo che attendono di esordire in questa stagione. Fabrizio Alastra è uno dei portieri del Parma (lui in carriera vanta due presenze in A con il Palermo, tre anni fa). A Lecce indossa la maglia salentina il talento Simone Lo Faso, anche lui cresciuto nel Palermo, ma ad oggi non è sceso praticamente mai in campo (una partita di Coppa Italia). Proprio come un altro talento palermitano Antonino Gallo, difensore classe 2000. Ma ancora non hanno lasciato traccia.

Articoli recenti