Da un mese è cominciata su Italia 1 la nuova serie dei cartoni animati che hanno fatto storia. “Captain Tsubasa”, dal nome dell’anime pubblicato nel 1981, è la versione moderna di Holly e Benj”, il famoso cartoon che ha ispirato più di una generazione di giovani. Chi non ricorda la storia del campione Oliver Hutton e dell’amico portiere Benjamin Price, del loro sogno di diventare professionisti e di vincere il Mondiale con il Giappone? Chi non ricorda le catapulte impossibili dei gemelli Derrick, le magie di Julian Ross, e il temperamento di Mark Lenders? “Holly e Benji” è stato un successo mondiale, tanti professionisti calciatori ricordano come sia diventato da piccoli un trampolino di lancio non indifferente (un po’ come Mila e Shiro per le pallavoliste”. “Non conosco giocatori della mia generazione che da bambini non si siano divorati i cartoni dei piccoli calciatori giapponesi”, ha scritto nella sua biografia Francesco Totti.

Ci sono anche campioni dalla caratura mondiale come Iniesta o Mbappé che non mancano di dichiarare la loro passione per il manga e i protagonisti del cartoon che ha segnato un’epoca. Molti hanno dichiarato di essersi appassionati al calcio attraverso le storie dei protagonisti, immedesimandosi prima nell’uno e poi nell’altro protagonista. Se vogliamo andare ancora indietro nel tempo grande successo hanno riscosso negli anni Settanta le storie dei Superboys e del campione Shingo Tamai, che ancora oggi ricordiamo per il famoso tiro alla sottomarina. Quanto può incidere la forza delle immagini, dei cartoni, dei fumetti nell’incentivare la passione e la pratica del calcio?

La parola all'esperto

Per imparare a destreggiarsi nella vita il bambino ha bisogno di conoscere se stesso e il mondo in cui vive. I cartoni animati (quando ben strutturati e ben pensati dai loro creatori), mentre intrattengono, trasmettono al bambino dei messaggi che si adeguano perfettamente al suo mondo interno. Il più delle volte trattano di angosce, frustrazioni, problemi quotidiani proponendo sempre soluzioni possibili.

Quando questi cartoni animati riescono a rispettare la visione infantile del mondo, consentono ai bambini anche di esorcizzare paure e inquietudini, dando loro sicurezza e stimolando il “Self-consciousness”.
Non possiamo dire che i cartoni animati come “Holly e Benji” incentivino la passione e la pratica del calcio, piuttosto possiamo affermare che raccontando di personaggi comuni facilitano la proiezione e l’identificazione. Il bambino così può dire “Lui è come me” o come lui vuole essere, agevolando comportamenti e atteggiamenti che lo porteranno a impegnarsi maggiormente in quel ruolo e per raggiungere quell’obiettivo.

Dottoressa Manuela Mangano

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